DAL 2016 E’ IN COMMERCIO NELLE FARMACIE IL TEST HIV RAPIDO CAPILLARE. 

Molte persone ci chiedono informazioni al riguardo. Dal 1° dicembre 2016 è in vendita nelle farmacie il test rapido per rilevare gli anticorpi del virus Hiv. Si tratta di un test capillare, da eseguirsi cioè, con una piccola puntura sul polpastrello; seguendo accuratamente la procedura indicata nelle istruzioni, si può avere il risultato nel giro di pochi minuti.

Il test va a rilevare gli anticorpi, e quindi, se pure il risultato può essere attendibile già a 30 giorni dal comportamento a rischio, è necessario attendere 90 giorni per avere la certezza al 100%.

L’importanza del test viene ribadita ormai ogni giorno: conoscere per tempo il proprio eventuale stato di positività all’Hiv permette di accedere alle cure in tempi rapidi, scongiurando il deterioramento del sistema immunitario. Secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità, tra il 2006 e il 2015 il numero delle persone che si accorgono della propria sieropositività all’Hiv solo quando sono già in fase di Aids è passata dal 20,5% al 71,5% . Inoltre, conoscere il proprio stato vuol dire mettere in atto le precauzioni necessarie a non trasmettere il virus, anche in considerazione del fatto che una persona in terapia da almeno 6 mesi con carica virale non rilevabile non trasmette il virus.

L’autotest presenta l’indubbio vantaggio della riservatezza assoluta: si compra, si può eseguire quando e dove si vuole, non c’è necessità di interfacciarsi con alcun operatore.

Ma il vantaggio in alcuni casi può diventare uno svantaggio: il contatto con l’operatore serve anche a fare il punto sull’eventuale rischio corso (o non corso: sono molte le persone che, per disinformazione, si preoccupano inutilmente, ritenendo a rischio comportamenti che invece non lo sono), oltre che a “gestire” l’eventuale risultato positivo.

È bene che chi esegue l’autotest sia consapevole che in caso di risultato positivo non bisogna assolutamente perdere la calma e pensare di essere condannati. Innanzitutto, l’eventuale risultato positivo va confermato con un test di laboratorio da eseguirsi presso una struttura pubblica; inoltre, con il virus Hiv oggi si può convivere tranquillamente, a patto di fare regolarmente le terapie e i controlli (che di solito, una volta “normalizzata” la situazione, sono semestrali), quindi niente panico ed eventualmente contattare Anlaids od altre associazioni che si occupano di Hiv per informazioni.

Siamo a disposizione al numero 06 4820999 per offrire ogni tipo di informazione e/o supporto.

LA CAMPAGNA DI ANLAIDS PER IL 1° DICEMBRE 2017

In occasione della Giornata Mondiale per la Lotta contro l’Aids, Anlaids Onlus lancia una campagna forte per invitare all’informazione e alla prevenzione

In occasione del WAD (World Aids Day) 2017, Anlaids ha scelto un claim forte:  Se te ne fotti, l’AIDS ti Fotte,  per riportare prepotentemente l’attenzione su un tema che sembra essere dimenticato, ma che continua a colpire in silenzio, condizionando la vita di migliaia di persone.

 

Sono 30 anni che Anlaids mette in campo risorse ed energie di tante persone per contrastare la diffusione del virus dell’HIV in Italia, ma non solo. Il nostro impegno morale è informare le persone per metterle nella condizione di agire con consapevolezza.

 

Grazie alla partecipazione sentita e concreta dei personaggi che hanno aderito, offrendo il proprio volto a favore di una testimonianza per abbattere la paura e ogni forma di discriminazione, la campagna, durata dieci giorni con manifesti 200 x 140,  ha parlato dai muri di Milano, Napoli, Genova, Torino, Bologna, Roma, Catania, Taranto, Padova, Trieste, Rimini e Perugia. Sono state valutate con attenzione le zone di affissione, bilanciando l’esposizione tra centri e periferie.

Anlaids esprime profonda gratitudine a tutti i protagonisti della campagna e a tutti i volontari che l’hanno resa possibile. E un grazie particolare a Daniele Barraco, fotografo autore delle immagini.

 

Si ringrazia Pubblicità Progresso per la concessione del Patrocinio

Faces Against AIDS: il Video. Un enorme grazie a tutte le persone che ci hanno messo la faccia!

Importante appuntamento per fare sul punto sulle ultime sfide legate alla terapia

Il programma è di interesse per i ricercatori clinici di tutto il mondo per rivedere la ricerca corrente e discutere le sue implicazioni per le strategie di gestione dell’HIV. Sebbene vi siano stati progressi costanti nel trattamento farmacologico dell’HIV, permangono sfide significative, tra cui la persistenza di un rischio elevato di morbilità non AIDS correlata, con cause legate alla condizione di Hiv e/o alla terapia antiretrovirale (ART), l’assistenza pediatrica e adolescenziale, i modelli di assistenza per l’invecchiamento della popolazione e i problemi di accesso al trattamento nei Paesi a risorse più limitate, in Europa, come nel resto del mondo. Il Congresso esplora inoltre aree che vanno al di là del trattamento, dando spazio nel programma a tematiche quali  la prevenzione, in particolare alla profilassi pre-esposizione (PrEP) ed alle discussioni relative alla distribuzione in  Europa e oltre. Inoltre il Convegno, continuando a metter in luce l’importanza del ruolo delle persone che vivono con l’HIV nelle decisioni terapeutiche e nell’autogestione della patologia, si attende un  importante contributo da parte della Community .

Per iscrizioni e ulteriori informazioni www.hivglasgow.org

1st Geriatric HIV medicine Summit Futurere challenges in the HIV management of elderly  – Roma 5 e 6 febbraio 2018

Primo meeting sulla gestione del paziente con Hiv che si avvia verso la terza età

La terapia antiretrovirale ha permesso alle persone di vivere una lunga vita con l’HIV. I modelli suggeriscono ora suggeriscono un’aspettativa di vita vicina alla normale longevità, soprattutto per coloro che non hanno acquisito l’HIV tramite l’uso di droghe iniettabili e che hanno ripristinato o mantenuto il conteggio di CD4.

In particolare, i modelli recenti dei Paesi Bassi prevedono che> il 70% dei pazienti con infezione da HIV avrà 50 anni o più entro il 2030 e che il 28% delle persone che vivono con l’HIV (PLWH) avrà almeno tre comorbidità legate all’età.

Alla luce di questa epidemiologia che cambia, chi si occupa di infezione da HIV deve riconoscere e gestire questa nuova immagine della malattia. Infatti, oltre a molteplici comorbidità (multimorbidità), la popolazione HIV in età avanzata è a rischio per sindromi geriatriche, come fragilità, cadute, delirio e compromissione delle funzioni. Inoltre, devono essere considerate le specificità dei principi ARV nella popolazione anziana dell’HIV.

Questo workshop affronterà i seguenti temi:

  1. Aspettativa di vita “versus” aspettativa di vita sana “: come comprimere la disabilità in età avanzata
  2. Rendere operativo il concetto di età come condizione di salute in ambito clinico
  3. Coorti di invecchiamento e coorti di HIV: possono intersecarsi?
  4. Condizioni neurocognitive nell’HIV e altri disturbi
  5. Invecchiamento sano e assistenza integrata per gli anziani:
  • Prospettive cliniche e di ricerca
  • Esempi di strumenti di comunicazione per il follow-up dei pazienti
  1. Linee guida italiane per le popolazioni HIV anziane: principali principi ARV in base ai dati disponibili
  2. Modelli esplorativi di valutazione e gestione geriatrica completa dell’HIV