La probabilità che una persona sieropositiva con una carica virale non rilevabile trasmetta il virus a un partner sessuale è scientificamente equivalente a zero, come confermato dai ricercatori riuniti alla 22 ° Conferenza Internazionale sull’AIDS (AIDS 2018) tenuta ad Amsterdam dal 23 al 27 luglio 2018.
I risultati finali dello studio PARTNER sono stati presentati il 24 luglio durante una conferenza stampa nella giornata di apertura di AIDS 2018. I risultati già preannunciati nel 2014 alla chiusura della prima fase, PARTNER 1, indicavano già che “Non rilevabile è uguale a non trasmissibile” (Undetectable=Untrasmittable U = U). Tuttavia, la certezza statistica di questo risultato non era altrettanto convincente nel caso degli uomini che fanno sesso con uomini, o per il sesso anale, come lo era per il sesso vaginale.
Il 24 luglio 2018 sono stati presentati i risultati dello studio PARTNER 2, la seconda fase, che ha reclutato solo coppie gay.
Usando le parole dei ricercatori, i risultati di questa seconda fase indicano “Un tasso di trasmissione pari a zero” sia per gli uomini che fanno sesso con uomini che per gli eterosessuali.
Lo studio PARTNER è durato da settembre 2010 a maggio 2014 (PARTNER1) e da maggio 2014 ad aprile 2018(PARTNER2); ha reclutato coppie sierodiscordanti (un partner positivo all’Hiv con viremia sotto le 200 copie/ml ed uno negativo) in 75 centri clinici ubicati in 14 paesi europei. Sono state arruolate 888 coppie nel PARTNER1 di cui 337 (38%) uomini gay; nel PARTNER2 sono state aggiunte altre 635 coppie di uomini gay per un totale complessivo di 972 coppie gay e 516 coppie etero.  I partner HIV-negativi sono stati testati ogni 6 e 12 mesi per l’HIV e mentre nei partner HIV-positivi è stata testata la carica virale. Su entrambi i partner sono state effettuate anche indagini comportamentali.
Lo studio non ha riscontrato trasmissioni nel caso che il partner Hiv positivo avesse una carica virale inferiore a 200 copie / ml – nel corso di circa 77.000 atti di sesso non protetto da condom. Sono state registrate 15 nuove infezioni a proposito delle quali sono stati riferiti rapporti non protetti con altri partner e l’esame del genotipo ha dimostrato che nessuna di queste infezioni proveniva dal partner abituale.

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Nasce l’Help Line gestita da Anlaids Umbria 3485304231 attiva tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00

Rispondono esperti volontari per fornire dati utili ad acquisire una corretta informazione sulla trasmissione del virus Hiv.

Si è sentita l’esigenza di proporre una “help-line” in forza dei nuovi allarmanti dati dell’Istituto superiore di sanità: tassi preoccupanti di nuove infezioni soprattutto nelle regioni centrali dell’Italia e nella fascia di età dei giovani tra i 25 e i 29 anni;  inoltre sono sempre in aumento, in Umbria specialmente, i cittadini che scoprono di essersi infettati con il virus Hiv quando ormai si è sviluppata l’immunodeficienza vera e propria, cioè l’Aids.

“Prima e dopo il sesso chiama:”

3485304231

FB: Anlaids Umbria

anlaidsumbria@anlaidsonlus.it

Il 10 novembre al Teatro Agnelli di Torino va in scena COLORI IN FESTA, spettacolo della Compagnia G.A.B. – Gruppo Amici della Bontà: una carrellata di momenti comico-musicali secondo i canoni della rivista.

Il Gruppo Amici della Bontà, fondato 62 anni fa dall’ing. Filippo Valpondi e da Argentina Bassignana, opera in campo sociale, portando un po’ di allegria nelle case di cura, negli ospedali, nelle carceri, negli istituti per disabili e per anziani.

Dietro ogni sera c’è il lavoro di più di 50 “artisti”: impiegati, operai, liberi professionisti, commercianti, studenti, ballerine e musicisti, tutti animati da un forte spirito di solidarietà.

Prenota subito i biglietti

 

Anche quest’anno l’appuntamento con ICAR (Italian Conference on AIDS and Antiviral Research) ha voluto affrontare i problemi connessi alla cura e alla prevenzione delle infezioni virali, aprendosi anche alla società civile. In questo ambito, si è rinnovato l’appuntamento con il contest artistico che coinvolge le scuole

RaccontART“, giunto alla sua quarta edizione. A parteciparvi gli studenti di circa sessanta scuole superiori in tutta Italia, che hanno deciso di illustrare il loro punto di vista su HIV/AIDS attraverso diversi linguaggi espressivi: disegno o pittura, fotografia, altre espressioni artistiche multimediali, musica, narrativa e poesia, fashion design.

Gli elaborati sono stati valutati da una giuria d’eccezione composta da autorevoli rappresentanti del mondo culturale italiano. I vincitori del concorso per scuole “RaccontART 2018” sono stati le classi 4 e 5 ag dell’Istituto d’Istruzione Superiore Francesco Orioli di Viterbo/Indirizzo Grafico aggiudicandosi il PRIMO PREMIO. L’Istituto aderisce al Progetto Scuole di ANLAIDS Lazio.

E’ detto  TasP (Trattamento come Prevenzione) l’utilizzo della terapia antiretrovirale come fattore che diminuisce il rischio di trasmissione del virus Hiv. La terapia antiretrovirale combinata (cART) riducendo la carica virale nel sangue, nello sperma, nel fluido vaginale e rettale a livelli molto bassi (undetectable, ovvero non rilevabile ), riduce sensibilmente il rischio di trasmissione del virus Hiv. Nel 2011 uno studio fondamentale, HPTN 052, ha mostrato che, all’interno di una coppia sierodiscordante (ovvero, solo uno dei due partners sieropositivo), un inizio precoce del trattamento cART da parte del partner HIV positivo riduce la trasmissione al partner sieronegativo del 96%. In seguito, anche un certo numero di studi di follow-up  hanno riportato una significativa riduzione della trasmissione dell’HIV e la riduzione del numero di nuove infezioni.

Per questo motivo si è cominciato a parlare di strategia “test and treat” (testare e trattare): incrementare il test e trattare le persone Hiv positive il più precocemente possibile per ridurre la carica virale, quale strumento di prevenzione.

Michael Sidibè, direttore di UNAIDS (il progetto delle Nazioni Unite che si occupa di lotta all’AIDS) ha commentato: “Questa scoperta comporta un cambiamento delle regole del gioco che rivoluzionerà la prevenzione. Rende il trattamento antiretrovirale un nuova priorità per prevenire l’Hiv

IMPORTANTE: Il successo della TasP dipende strettamente dall’aderenza al trattamento cART. La persona deve essere in trattamento e con carica virale soppressa da almeno sei mesi. E’ ampiamente dimostrato che una volta iniziato, il trattamento cART non deve essere interrotto. La soppressione virale incompleta, fa sì che vengano soppressi i ceppi di Hiv più sensibili, mentre quelli più resistenti e più difficili da trattare, divengano dominanti.

 

Oggi l’infezione da Hiv, grazie alle terapie combinate, si tiene sotto controllo, con un’aspettativa di vita pari a quella di chi è sieronegativo. Sapere è quindi importante per assumere subito le terapie, per evitare di indebolire il sistema immunitario, per non trasmettere l’infezione ad altre persone e per far nascere bambini sani.

Il Test Hiv è semplice, può essere fatto solo con il consenso dell’interessato e rispettandone la riservatezza, ovvero può essere chiesto di farlo in anonimato; generalmente è gratuito nei centri pubblici, ma ci sono casi in cui viene chiesto il pagamento di un ticket.

Come: Il test consiste in un semplice prelievo di sangue, non è necessario essere a stomaco vuoto e non presenta controindicazioni coi farmaci di uso comune (antibiotici, antinfiammatori, antipiretici, ansiolitici, ecc.). In genere il risultato viene consegnato in due/tre giorni.

 Il risultato del Test viene comunicato esclusivamente alla persona interessata.

Per i minori è necessario il consenso dei genitori o di chi esercita la potestà. In alcuni casi può essere richiesta autorizzazione al giudice tutelare appositamente nominato.

TEST PIU’ COMUNEMENTE USATI:

Metodo Elisa: più comunemente chiamato Test Elisa (si può trovare anche coi nomi Elfa, MEIA od EIA, che si basano tutti sulla stessa metodica) va a rilevare la presenza di anticorpi al virus Hiv-1 e Hiv-2. I Test di III generazione, ancora usati in alcune strutture pubbliche e private, rilevano la presenza di anticorpi almeno 3 settimane dopo il contatto a rischio. Tuttavia, poichè la formazione di anticorpi può essere successiva, il Ministero della Salute raccomanda di considerare il Test definitivo a 90 giorni.

Combo Test o Test di IV generazione: è un Test Elisa che, oltre a ricercare gli anticorpi, ricerca anche l’antigene P24, una proteina del virus Hiv-1 che compare già nelle fasi iniziali dell’infezione. Ormai è questo il test più usato nelle strutture pubbliche. Il Test di IV generazione è in grado di rilevare la presenza dell’antigene P24 molto precocemente (a 1-2 settimane dal contagio), tuttavia viene ritenuto definitivo a 40 giorni, in quanto si possono rilevare sia la P24 , sia gli anticorpi.

Test NAT (Nucleid Acid test): questi sono test molecolari che individuano la presenza del virus nel sangue mediante una metodica che si chiama PCR qualitativa. Essi forniscono risultati attendibili anche dopo pochi giorni dall’eventuale contagio, ma per il loro costo elevato non vengono impiegati abitualmente. Essi vengono riservati alla rilevazione del virus nel neonato nato da madre positiva all’Hiv e nei donatori di sangue. Nei centri per i trapianti viene oggi usato un test, chiamato TRINAT, che rileva contemporaneamente Hiv, Hcv e Hbv. Sarà il medico del reparto di malattie infettive a stabilire se, sulla base del rischio corso, sia o meno il caso di eseguire tale Test che, peraltro, andrà sempre confermato con il Test Elisa e con il Test di conferma chiamato Western Blot (WB). Il WB ricerca le proteine specifiche di diversi componenti della struttura del virus.

Test rapido su sangue, chiamato anche Autotest: esiste in commercio un kit fai da te, acquistabile in farmacia, con il quale si può eseguire il Test su sangue mediante una piccola puntura sul dito. Esso rileva solo gli anticorpi ed è quindi attendibile a 90 giorni dal comportamento a rischio. Il vantaggio dell’autotest è la possibilità di eseguirlo da soli, nell’assoluta riservatezza; lo svantaggio è di non avere davanti un esperto a cui rivolgere le proprie domande e da cui ricevere immediatamente le informazioni corrette e necessarie, specialmente in caso di esito positivo. In quest’ultimo caso è importante non farsi prendere dal panico e non rimanere soli: bisogna rivolgersi a una struttura dove ripetere il test ed, eventualmente, iniziare il trattamento terapeutico. A questo proposito si possono ricevere informazioni utili e anche supporto psicologico chiamandoci: 06/4820999 oppure 06/4746031 oppure 02/33608680.

Test salivare: un Test rapido può essere eseguito anche su saliva. Questo test è stato comparato all’Elisa ed ha mostrato di essere un mezzo utile per la diagnosi fatta presso ospedali, ma anche in strutture a “bassa soglia” o su strada, dove può essere offerto e rapidamente eseguito. Ricerca gli anticorpi quindi è valido a 90 giorni dal comportamento a rischio. Prima di eseguirlo bisogna astenersi dal mangiare, bere (bevande al di fuori dell’acqua), fumare o masticare gomme per almeno 30 minuti.  Questo Test “alternativo” al classico prelievo può contribuire alle strategie di prevenzione raggiungendo larghi strati di popolazione quando le procedure di screening sono di difficile applicazione.

Dove fare il test?

Ecco l’elenco completo, indicato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), dei Centri diagnostico-clinici pubblici dove si può eseguire il test:

http://www.uniticontrolaids.it/aids-ist/test/dove.aspx

HImoVie è un luogo in cui parlare di HIV, AIDS e malattie infettive, un luogo in cui trovare informazioni utili sulle terapie, sulla prevenzione e sul test. Uno spazio quindi in cui parlare di amore, amicizia, sessualità responsabile, cura e rispetto di sé e degli altri, solidarietà e sostegno.

HImoVie è un progetto rivolto ai ragazzi e ragazze delle scuole superiori, in collaborazione con associazioni, esperti, medici, scuole e famiglie. HImoVie si articola in un concorso fotografico, rivolto agli studenti, e in uno spettacolo teatrale itinerante per le scuole e rappresentato nelle principali città italiane.

Possono partecipare i ragazzi tra i 15 e i 19 anni a nome dell’Istituto scolastico, scattando le foto e postandole su Instagram.

Per ulteriori info, scarica la scheda del progetto

Progetto ideato da Arcobaleno Aids con la collaborazione di Anlaids Onlus e NPS Italia Onlus

Realizzato grazie a un contributo non condizionato di Gilead Sciences

Il Test HIV è fortemente consigliato sia per le donne in gravidanza, sia per quelle che desiderano programmare una maternità. Nei paesi occidentali i casi di trasmissione verticale (da madre HIV positiva al neonato) sono drasticamente calati grazie alle terapie antiretrovirali. E’ possibile far nascere un bambino completamente sano: l’importante è conoscere il proprio stato.

La donna HIV positiva in gravidanza deve continuare od iniziare immediatamente la terapia antiretrovirale, allo scopo di raggiungere i livelli di non rilevabilità della carica virale. La soppressione della carica virale è di fondamentale importanza per abbattere il rischio di trasmissione madre/feto: ad esempio, un esame invasivo come l’amniocentesi può essere eseguito se la donna ha la carica virale non rilevabile. Allo stesso modo, sempre in condizioni di carica virale soppressa, è possibile effettuare il parto vaginale, che in passato non era raccomandato per la maggiore possibilità di trasmettere il virus al nascituro, mentre se la carica virale non è soppressa (ovvero è >50 copie), è sempre raccomandato il parto cesareo.

In ogni caso è da evitare l’allattamento al seno ed il neonato deve effettuare una profilassi (assunzione di farmaci antiretrovirali) per 6 settimane dalla nascita. In seguito il bambino farà dei test virologici nei primi 6 mesi di vita che, se negativi, escluderanno del tutto l’infezione.

DAL 2016 E’ IN COMMERCIO NELLE FARMACIE IL TEST HIV RAPIDO CAPILLARE. 

Molte persone ci chiedono informazioni al riguardo. Dal 1° dicembre 2016 è in vendita nelle farmacie il test rapido per rilevare gli anticorpi del virus Hiv. Si tratta di un test capillare, da eseguirsi cioè, con una piccola puntura sul polpastrello; seguendo accuratamente la procedura indicata nelle istruzioni, si può avere il risultato nel giro di pochi minuti.

Il test va a rilevare gli anticorpi, e quindi, se pure il risultato può essere attendibile già a 30 giorni dal comportamento a rischio, è necessario attendere 90 giorni per avere la certezza al 100%.

L’importanza del test viene ribadita ormai ogni giorno: conoscere per tempo il proprio eventuale stato di positività all’Hiv permette di accedere alle cure in tempi rapidi, scongiurando il deterioramento del sistema immunitario. Secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità, tra il 2006 e il 2015 il numero delle persone che si accorgono della propria sieropositività all’Hiv solo quando sono già in fase di Aids è passata dal 20,5% al 71,5% . Inoltre, conoscere il proprio stato vuol dire mettere in atto le precauzioni necessarie a non trasmettere il virus, anche in considerazione del fatto che una persona in terapia da almeno 6 mesi con carica virale non rilevabile non trasmette il virus.

L’autotest presenta l’indubbio vantaggio della riservatezza assoluta: si compra, si può eseguire quando e dove si vuole, non c’è necessità di interfacciarsi con alcun operatore.

Ma il vantaggio in alcuni casi può diventare uno svantaggio: il contatto con l’operatore serve anche a fare il punto sull’eventuale rischio corso (o non corso: sono molte le persone che, per disinformazione, si preoccupano inutilmente, ritenendo a rischio comportamenti che invece non lo sono), oltre che a “gestire” l’eventuale risultato positivo.

È bene che chi esegue l’autotest sia consapevole che in caso di risultato positivo non bisogna assolutamente perdere la calma e pensare di essere condannati. Innanzitutto, l’eventuale risultato positivo va confermato con un test di laboratorio da eseguirsi presso una struttura pubblica; inoltre, con il virus Hiv oggi si può convivere tranquillamente, a patto di fare regolarmente le terapie e i controlli (che di solito, una volta “normalizzata” la situazione, sono semestrali), quindi niente panico ed eventualmente contattare Anlaids od altre associazioni che si occupano di Hiv per informazioni.

Siamo a disposizione al numero 06 4820999 per offrire ogni tipo di informazione e/o supporto.

LA CAMPAGNA DI ANLAIDS PER IL 1° DICEMBRE 2017

In occasione della Giornata Mondiale per la Lotta contro l’Aids, Anlaids Onlus lancia una campagna forte per invitare all’informazione e alla prevenzione

In occasione del WAD (World Aids Day) 2017, Anlaids ha scelto un claim forte:  Se te ne fotti, l’AIDS ti Fotte,  per riportare prepotentemente l’attenzione su un tema che sembra essere dimenticato, ma che continua a colpire in silenzio, condizionando la vita di migliaia di persone.

 

Sono 30 anni che Anlaids mette in campo risorse ed energie di tante persone per contrastare la diffusione del virus dell’HIV in Italia, ma non solo. Il nostro impegno morale è informare le persone per metterle nella condizione di agire con consapevolezza.

 

Grazie alla partecipazione sentita e concreta dei personaggi che hanno aderito, offrendo il proprio volto a favore di una testimonianza per abbattere la paura e ogni forma di discriminazione, la campagna, durata dieci giorni con manifesti 200 x 140,  ha parlato dai muri di Milano, Napoli, Genova, Torino, Bologna, Roma, Catania, Taranto, Padova, Trieste, Rimini e Perugia. Sono state valutate con attenzione le zone di affissione, bilanciando l’esposizione tra centri e periferie.

Anlaids esprime profonda gratitudine a tutti i protagonisti della campagna e a tutti i volontari che l’hanno resa possibile. E un grazie particolare a Daniele Barraco, fotografo autore delle immagini.

 

Si ringrazia Pubblicità Progresso per la concessione del Patrocinio

Faces Against AIDS: il Video. Un enorme grazie a tutte le persone che ci hanno messo la faccia!