COSA DEVI SAPERE SU HIV/AIDS

La sindrome da immunodeficienza acquisita

Cos’è l’Hiv?

L’Hiv è il virus dell’immunodeficienza umana (Human Immunoficiency Virus). Sono stati identificati due tipi di virus: Hiv-1 e HIV-2 . Entrambi vengono rilevati dai Test in commercio. Sull’origine del virus e sulla sua diffusione sono state fatte alcune ipotesi ma nessuna è stata avvalorata dal punto di vista scientifico. Il virus Hiv attacca il sistema immunitario rendendolo debole e quindi più esposto ad una serie di agenti patogeni.

Cos’è l’AIDS?

L’AIDS è la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita (Aquired ImmunoDeficiency Syndrome). Si parla di AIDS quando il sistema immunitario è talmente indebolito dal virus Hiv, rendendo le persone esposte a una serie di infezioni e malattie che possono condurre alla morte.

Dall’Hiv si guarisce?

No. Una volta entrati in contatto col virus Hiv, questo rimane nell’organismo tutta la vita. In questo caso parliamo di persone sieropositive o persone che vivono con l’Hiv, o persone Hiv positive. E’ possibile che una persona Hiv positiva non manifesti sintomi anche per qualche anno (in alcune persone il virus è rimasto “silente” per più di 10 anni), ma  può comunque trasmettere il virus.

La diagnosi di Hiv è dunque una condanna?

Assolutamente no. Dal 1997 in Italia sono stati introdotte le terapie antiretrovirali (cART Terapia antiretrovirale combinata) che, anche se non eradicano il virus dall’organismo, permettono però di tenerlo sotto controllo, impedendo che la persona con Hiv si ammali. Oggi una persona Hiv positiva può condurre una vita normale, avere relazioni, avere figli, lavorare, fare sport; l’aspettativa di vita è quasi pari a quella di chi è sieronegativo. E’ però importante tenersi sotto controllo e assumere correttamente le terapie. La buona notizia è che una persona Hiv positiva in terapia con la carica virale non rilevabile (la c.v. è un esame che si effettua per misurare la “potenza” del virus) dal almeno 6 mesi, non trasmette l’infezione. LEGGI >

Come posso accorgermi di avere contratto l’Hiv? Ci sono dei sintomi specifici?

In alcuni casi durante l’infezione acuta (nei giorni immediatamente dopo la trasmissione, fino a 4 settimane) si possono verificare sintomi simili a quelli di un’influenza: febbricola, mal di gola, a volte eruzioni cutanee; peraltro, vi sono molte persone Hiv positive che non hanno accusato nessuno di questi malesseri. Per questo non è utile ragionare sui sintomi: proprio perché sono aspecifici, si rischia di scambiare un banale stato influenzale con il contagio da Hiv. Quello che bisogna fare è chiedersi se si hanno avuto comportamenti a rischio e se la risposta è si, allora effettuare il test, che è l’unico modo per sapere con sicurezza se si ha contratto l’infezione.

Quali sono i liquidi che trasmettono l’Hiv?

I liquidi che trasmettono l’Hiv sono: sangue, sperma, secrezioni vaginali, latte materno. Il virus è stato isolato anche nel liquido pre-coitale, anche se non sono riportati casi di persone che si sono infettate unicamente tramite questo veicolo.

La trasmissione può avvenire anche da madre sieropositiva al neonato durante la gravidanza, il parto e/o l’allattamento, se non si mettono in atto determinate precauzioni. LEGGI >

Quali sono i comportamenti a rischio?

Sono tutti quelli in cui le mucose vengono a contatto, senza protezione, con i liquidi di cui sopra. Quindi i rapporti sessuali penetrativi non protetti: rapporti anali (uomo/uomo e uomo/donna), rapporti vaginali, rapporti orali, se pure a rischio più basso. In quest’ultimo caso rischia chi lo pratica (bocca sui genitali), non chi lo riceve, poichè la saliva non trasmette il virus.

La presenza di altre infezioni sessuali aumenta il rischio di trasmissione che però può avvenire anche senza lesioni delle mucose.

Oppure contatto con sangue infetto, ovvero scambio di siringhe tra persone che fanno uso di droghe per via iniettiva. Dal 1987 le sacche di sangue usate per le trasfusioni vengono testate e sono quindi sicure, così come gli emoderivati e gli organi trapiantati

Cosa posso fare per proteggermi?

L’uso del profilattico è la maniera più sicura di proteggersi dal virus Hiv e anche dalle altre IST (infezioni sessualmente trasmissibili) nei rapporti anali, vaginali e orali. Esso va usato dall’inizio alla fine della penetrazione. Il lattice è una barriera che impedisce la trasmissione dei virus. Il profilattico è sicuro se è e rimane integro: va quindi conservato correttamente, lontano da fonti di calore: no cruscotto della macchina al sole, no tasca posteriore dei jeans (se non per un tempo breve). Come ogni presidio sanitario, anche i profilattici hanno una data di scadenza stampigliata sulla stagnola. Inoltre, attenzione a che non vengano danneggiati prima dell’uso: è bene aprire la confezione con le mani piuttosto che coi denti o con le forbici, occhio alle unghie lunghe!

Per la stimolazione orale dei genitali femminili (o per proteggersi da altre infezioni, quali ad esempio epatite A, leccando l’ano del/la partner) è possibile usate una barriera di lattice chiamata Dental Dam, ricavabile anche da un pezzo di pellicola.

Inoltre, chi fa uso di lubrificanti deve assicurarsi che siano a base di acqua: olii, creme per il corpo e simili rischiano di danneggiare il lattice del profilattico.

Ci si può proteggere dal virus HIV anche attraverso l’assunzione di farmaci: leggi di più sulla TASP LEGGI > (therapy as prevention – terapia come prevenzione), la PrEP LEGGI > (profilassi pre esposizione) e la PPE LEGGI > (profilassi post esposizione). Attenzione: questa modalità protegge da HIV ma non dalle altre infezioni sessualmente trasmissibili!

Ci sono pratiche sessuali che non sono a rischio anche se fatte senza protezione?

Tutto ciò che non comporta penetrazione e quindi contatto tra mucose non è a rischio. Il virus HIV non si trasmette con la saliva, non si trasmette con il sudore, non si trasmette con le feci o le urine: si può baciare, accarezzare, masturbare senza alcun rischio. Le pellicine sollevate ai lati delle dita non costituiscono una porta d’ingresso; la cute integra è una barriera sufficiente per proteggere dalla trasmissione.

L’assunzione di droghe è sempre a rischio?

E’ a rischio condividere strumenti per l’iniezione con persone Hiv positive: se si utilizzano siringhe queste devono essere sterili e personali, risciacquare con l’acqua non è sufficiente.

Alcol e droghe, inoltre, fanno spesso dimenticare completamente la possibilità del rischio e ci si può facilmente lasciare andare a rapporti sessuali non protetti: è bene ricordarselo quando si è ancora sobri e portare con sé i profilattici (e possibilmente, usarli!).

Vivere, lavorare, andare in palestra o a scuola con una persona Hiv positiva è a rischio?

La normale condivisione di spazi non è a rischio Hiv: piatti, bicchieri, posate, asciugamani, lenzuola, gabinetti, non sono veicoli di trasmissione del virus in quanto esso non si trasmette per “contatto indiretto”. Ci sono molte persone che vivono e lavorano con persone Hiv positive senza alcun rischio di contrarre l’infezione.

Le zanzare o altri animali possono trasmettere l’infezione?

No, perché Il virus dell’HIV non sopravvive all’interno dell’apparato digerente della zanzara che, peraltro, inietta la propria saliva e non il sangue. Gli animali che presentano una sindrome da immunodeficienza simile a quella umana, come le scimmie e i gatti, contraggono altri virus (SIV e FIV) che non si trasmettono agli esseri umani.

E’ possibile contrarre l’HIV tramite gli strumenti del dentista?

No perché gli strumenti del dentista (come tutti i presidi sanitari) sono sterilizzati o monouso.

E’ vero che una persona Hiv positiva che fa correttamente la terapia non trasmette il virus?

Assolutamente si. Numerosi studi hanno dimostrato che una persona Hiv positiva in terapia che ha almeno da sei mesi la carica virale non rilevabile (un esame che serve a misurare la “potenza” del virus) non trasmette il virus. Questo è uno dei motivi per cui è importante conoscere il proprio stato, ma è anche un motivo in più per non discriminare le persone che vivono con Hiv e per fare il Test. LEGGI >

Che cos’è la Profilassi Post Esposizione (PPE)

Si tratta di un trattamento con farmaci antiretrovirali che dura 28 giorni e può servire a prevenire l’infezione.  I casi in cui è raccomandata sono, oltre ai rischi occupazionali (contatti con sangue durante l’espletamento di attività lavorative, come nel caso di medici e infermieri), rapporti anali o vaginali con persone Hiv positive (che non abbiano la viremia soppressa, se è dato saperlo) o violenza sessuale. E’ necessario recarsi al più presto al pronto soccorso, possibilmente di un ospedale dove ci sia anche un reparto di malattie infettive (l’efficacia dipende anche dalla tempestività con cui viene assunta), in ogni caso non oltre le 48 ore dall’episodio a rischio, ed il medico valuterà se prescriverla o meno.

Che cos’è la Profilassi Pre esposizione? (PrEP)

Alcuni importanti studi scientifici (Ipergay francese, Proud, inglese) hanno dimostrato l’efficacia di due farmaci antiretrovirali (Tenofovir e Emtricitabina riuniti in una sola compressa) che, se assunti da persone Hiv negative, impediscono la trasmissione del virus Hiv. La modalità di assunzione può essere:

On demand:  prendendo due pillole da 2 a 24 ore prima di fare sesso, una terza pillola 24 ore dopo la prima assunzione ed una quarta dopo altre 24 ore

Quotidiana: 1 pillola al giorno

In Italia è stato approvato l’uso del farmaco anche a scopo preventivo, ma allo stato attuale non sono ancora state definite le modalità per la somministrazione. E’ necessaria la prescrizione di un medico infettivologo ed è possibile ordinarlo in farmacia a proprie spese. Il costo di una confezione da 30 compresse è di circa 700€. Sono in commercio però i farmaci generici a un prezzo molto inferiore. Il farmaco, usato per curare le persone con Hiv, è generalmente ben tollerato, anche se può causare danni a carico dei reni. E’ bene usarlo sotto controllo medico. E’ bene sapere che la PrEP non protegge dalle altre infezioni sessualmente trasmissibili.

Come posso sapere se ho contratto il virus Hiv?

L’unico modo sicuro per sapere si si ha contratto il virus Hiv è eseguire il Test per Hiv. Gli esami di laboratorio di routine (emocromo ecc.) non forniscono indicazioni utili. Il test individua sia l’Hiv-1 che l’Hiv-2, non ha interazioni con farmaci di uso comune (antipiretici, antibiotici, ansiolitici, antinfiammatori ecc.) e non è necessario eseguirlo a digiuno. LEGGI >