Il rischio di trasmettere l’infezione da HIV è legato a numerosi fattori e, come riscontrato dallo studio di coppie sierodiscordanti (un partner HIV positivo, l’altro HIV negativo), la quantità di virus nel sangue (carica virale) è uno di questi.  Nel 2011, lo studio HPTN052 ha dimostrato che quando il partner HIV positivo è in terapia antiretrovirale con carica virale soppressa, il rischio di trasmissione si riduce del 96%. Sebbene i risultati di questo lavoro hanno portato ad una svolta fondamentale nella prevenzione da HIV, solo il 2% dei partecipanti era rappresentato da coppie gay, che inoltre riportava rapporti sessuali spesso protetti con preservativo.

Per fornire evidenza definitiva anche in coppie gay, gli studi PARTNER 1 e 2, hanno arruolato, da 14 nazioni europee, coppie gay in cui il partner HIV positivo aveva una carica virale inferiore a 200 copie da almeno un anno. Al fine di identificare il ruolo protettivo della sola terapia antiretrovirale (ART), indipendentemente da altre forme di prevenzione, sono stati raccolti dati relativi a rapporti anali senza preservativo.

I risultati degli studi PARTNER forniscono la prova conclusiva che quando la carica virale è soppressa, il rischio di trasmissione di HIV tramite rapporti anali senza condom è pari a ZERO. Ben 782 coppie gay sierodiscordanti sono state seguite per circa 2 anni durante lo studio, riportando un totale di 76000 rapporti anali senza condom. Gli autori dello studio hanno identificato ZERO casi di trasmissione di HIV tra i due partner. Sulla base del rischio di trasmissione di HIV tramite rapporto anale non protetto, si puo’ stimare che, in assenza di ART e con carica virale rilevabile,  si sarebbero osservate circa 500 nuove infezioni.

L’evidenza di questio studio è paragonabile a quella degli studi precedenti su coppie eterosessuali, indicando che quando la carica virale è soppressa in rischio di trasmissione è ZERO sia per i rapporti anali che vaginali.

I risultati degli studi PARTNER ci devono spingere non solo a promuovere il messaggio della campagna U=U (“undetectable means untrasmittable”, non rilevabile significa non trasmissibile), ma anche a sostenere gli sforzi che garantiscano la diagnosi e il trattamento precoce dell’infezione, inclusa la riduzione dello stigma e della discriminazione che affliggono le persone che vivono con l’infezione da HIV.

Dr. Luca Schifanella, M.D. specialista in malattie infettive e Ph.D. in clinical and experimental medicine;

Dr Francesco R. Simonetti, specialista in malattie infettive e Ph.D. student, John Hopkins University, Baltimore, USA