Si terrà a Genova il XXXI Convegno Anlaids. Lo scopo sarà  quello di mostrare i successi, analizzare gli errori e colmare i gap ancora presenti nella prevenzione e nella terapia di questa temibile infezione.
Lo scenario globale in questi anni è molto cambiato, l’epidemia in tutto il mondo segna il passo, le terapie consentono alle persone con infezione da HIV in cura di aumentare la loro aspettativa di vita, ma rimangono ancora delle zone d’ombra come per esempio le numerose presentazioni tardive di pazienti ignari dell’infezione, l’incremento dell’incidenza di alcuni tumori e talvolta una mancata risposta completa delle difese immunitarie di una parte dei soggetti con
infezione da HIV. Soprattutto appare chiaro però come l’obiettivo dell’Organizzazione
Mondiale della Salute di portare a zero i casi di infezione è ancora un miraggio, questo anche perché in paesi come l’Italia si registrano oltre 3.500 nuovi casi all’anno di nuove infezioni.

Se la ricerca scientifica ha raggiunto traguardi ragguardevoli, più complicato invece è stato il percorso sulle tematiche sociali. La paura del “diverso” lo stigma verso chi ha contratto una malattia contagiosa costringe molto spesso la persona con HIV a non dichiarare il proprio
status e precipitare in una spirale di solitudine. Formare una cultura nuova su HIV significa affrontare la tematica dell’integrazione delle persone con HIV, ma anche impedire ai giovani di oggi che si affacciano alla vita di contrarre l’infezione. Infine un convegno come ANLAIDS deve volgere uno sguardo anche al soggetto migrante, non perché veicolo di malattie infettive ma perché più vulnerabile ad esse.

L’iscrizione è gratuita ma obbligatoria, visita il sito http://www.anlaids2018.com/

 

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