Le priorità per il futuro

0 bruno_marchiniIl 2015 è stato un anno che ha segnato profondamente noi di Anlaids per la scomparsa del prof. Mauro Moroni, nostro Presidente e colonna portante della lotta contro l’Aids in Italia. Il 2015 è stato l’anno in cui, seguendo l’indirizzo dato dallo stesso Moroni che aveva partecipato alla prima riunione preparatoria, abbiamo declinato nel nostro Convegno annuale – che si è tenuto a Roma, presso l’INMI “L. Spallanzani” il 27 e il 28 novembre – la parola “Alleanze”. Perché è solo dalle alleanze che possono nascere strategie vincenti: alleanze per la prevenzione, alleanze per le cure, alleanze per la “Retention in care”, ovvero per fare sì che le persone prese in cura, specialmente le persone più fragili, continuino le terapie ed il monitoraggio con costanza e non si allontanino dalle strutture.

Alleanze che coinvolgono, o dovrebbero, tutta la società civile, dai ricercatori, ai decisori politici, dai clinici agli attivisti, alle associazioni. In un momento storico difficile, confuso, dove la tendenza generale è quella di dividere creando sospetto, diffidenza e odio verso ogni diversità, riteniamo che l’unica strategia possibile sia quella di includere, di coinvolgere, sforzandoci – perché di notevole sforzo si tratta – di tenere dentro tutti, rispettando e valorizzando le specificità e le peculiarità di ognuno.

E proprio questo sarà lo sforzo che desideriamo portare avanti in questo 2016 appena iniziato: a cominciare dalle varie “anime” di Anlaids, spesso differenti per storia, per esperienza, per formazione, per posizione geografica. Le nostre attività sono sempre centrate sui nostri obiettivi statutari, ovvero la prevenzione che raggiunge i giovani attraverso il nostro Progetto Scuole Nazionale coinvolgendo molte delle nostre sedi, ma è importante non dimenticare anche le persone più fragili, come gli MSM, gli IDU, i sex workers, le persone transessuali, cittadini italiani o non italiani. È importante usare tutti gli strumenti a disposizione: dalle corrette informazioni, all’invito e alla facilitazione del test, fino alla profilassi pre-esposizione, non ancora disponibile in Italia ma già reperibile in altri Paesi tra cui la Francia. La ricerca, fondamentale per mettere a punto efficaci strategie di lotta al virus ed alla sua trasmissione: Anlaids partecipa ai progetti finanziati dal ministero della Salute e realizzati insieme alle associazioni dell’ ex Consulta (oggi Comitato tecnico sanitario sez. M), realizza progetti finanziati da bandi europei e da altre istituzioni e mette in campo un suo progetto che prenderà il via quest’anno che avrà come obiettivo quello di studiare i fattori importanti per mantenere in cura le persone svantaggiate. La lotta allo stigma che, in linea con il momento storico che stiamo vivendo, sembra conoscere una particolare recrudescenza. È necessario informare: le barriere che ancora oggi moltissime persone con Hiv vivono e che impediscono di rivelare la propria condizione ad amici, parenti, colleghi di lavoro o addirittura di accedere a servizi basilari, quale la pratica per l’esenzione ticket o l’assistenza del proprio medico di base, devono essere abbattute in quanto non fanno che creare un sottobosco dove si agitano paure innominate che possono portare anche al verificarsi di situazioni limite.

Anthony Fauci, in un bell’articolo comparso a inizio anno sul Washington Post, ha detto: “Non ci sono più scuse: abbiamo tutti gli strumenti per abbattere la pandemia dell’Hiv/Aids. Non dobbiamo perdere l’occasione, altrimenti la storia ci giudicherà severamente”.

Anlaids desidera fare la propria parte, con tutte le proprie forze messe in campo.

Ringraziamo Giulio Maria Corbelli, che dal 2009 si è occupato della comunicazione e dell’ufficio stampa e Daniela Lorenzetti, responsabile di molti dei nostri progetti, che quest’anno prendono altre strade, rimanendo però sempre, idealmente, al nostro fianco.

editoriale di Bruno Marchini, presidente Anlaids, apparso originariamente sul numero 82 di Anlaids ByMail di dicembre 2015

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