Il test

Quando si corre rischio di contrarre l’HIV

Nella maggior parte dei casi le situazioni in cui ci si espone a rischio sono le seguenti:

  • rapporto sessuale penetrativo non protetto (penetrazione vaginale o anale senza preservativo, indifferentemente tra due uomini o tra un uomo e una donna, oppure rapporto orale con eiaculazione in bocca) con una persona di cui non si sa per certo che sia sieronegativa;
  • contatto del nostro sangue con il sangue di un’altra persona di cui non si sa per certo che sia sieronegativa (ad esempio usando siringhe o altri oggetti acuminati già adoperati da altri e che possono avere tracce di sangue altrui).

Se si ritiene di avere vissuto una situazione di rischio, se ad esempio si è avuto rapporti non protetti con partners di cui non si conosce lo stato sierologico o se, facendo uso di droghe per via iniettiva, si è scambiato siringhe con altri è buona norma effettuare il test HIV.

Perchè fare il Test Hiv è importante:

  • perchè scoprire in tempo l’eventuale positività fa la differenza: tutte le linee guida mondiali, a partire dall’OMS, raccomandano di iniziare la terapia antiretrovirale non appena si è a conoscenza della diagnosi, per impedire al virus di apportare al sistema immunitario danni che potrebbero essere irreversibili
  • Perchè sapere vuol dire prevenire e mettere in atto comportamenti responsabili

Non bisogna avere paura: oggi una persona con Hiv in trattamento antiretrovirale ha un’aspettativa di vita, a parità di altre condizioni patologiche, comparabile a quella di una persona Hiv negativa: può lavorare, avere una relazione, dei figli. I farmaci permettono di tenere il virus sotto controllo e, in assenza di particolari problematiche, l’impegno è di sottoporsi ai controlli circa due/tre volte l’anno.

TASP: inoltre la bella notizia è che i farmaci antiretrovirali, abbassando la carica virale a livello “unedetectable” (ovvero, non rilevabile dai saggi commerciali in uso per misurare la viremia, ovvero la quantità di virus presente nel sangue) riducaono fino al 96% la possibilità di trasmettere il virus, tanto è vero che si parla di TasP (treatment as prevention – trattamento come prevenzione), indicato dall’OMS come lo strumento più importante per controllare fino a porre fine all’epidemia.

Il Test Hiv è semplice, può essere fatto solo con il consenso dell’interessato e rispettandone la riservatezza, ovvero può essere chiesto di farlo in anonimato; generalmente è gratuito nei centri pubblici, ma ci sono casi in cui viene chiesto il pagamento di un ticket.

Come: Il test consiste in un semplice prelievo di sangue, non è necessario essere a stomaco vuoto e non presenta controindicazioni coi farmaci di uso comune (antibiotici, antinfiammatori, antipiretici, ansiolitici, ecc.). In genere il risultato viene consegnato in due/tre giorni.

Di seguito, riportiamo quanto pubblicato sul sito del Ministero della Salute:

Il test è regolato dalla legge 135/90, decreti legislativi successivi (D.legs 25 luglio 1998 n.286) e pubblicizzati a cura della Direzione generale della Prevenzione sanitaria e Istituto Superiore di Sanità e da documenti di consenso della Commissione Nazionale AIDS pubblicati il 4 novembre 2006, ultimo aggiornamento 9 febbraio 2017.

  • La legge italiana (135 del giugno 1990) garantisce che il test sia effettuato solo con il consenso della persona. Il test non è obbligatorio, ma se si sono avuti comportamenti a rischio sarebbe opportuno effettuarlo. Per eseguire il test , nella maggior parte dei servizi, non serve ricetta medica; è gratuito e anonimo
  • Le persone straniere, anche se prive di permesso di soggiorno, possono effettuare il test alle stesse condizioni del cittadino italiano (D.Lgs 25 luglio 1998, n.286)
  • Il risultato del Test viene comunicato esclusivamente alla persona interessata. Sapere precocemente di essere sieropositivi al test dell’Hiv consente di effettuare temestivamente la terapia farmacologica che permette oggi di migliorare la qualità della vita e vivere più a lungo
  • Per tutte le coppie che intendono avere un bambino sarebbe opportuno sottoporsi al test per la sicurezza del neonato.

TEST PIU’ COMUNEMENTE USATI:

Metodo Elisa: più comunemente chiamato Test Elisa (si può trovare anche coi nomi Elfa, MEIA od EIA, che si basano tutti sulla stessa metodica) va a rilevare la presenza di anticorpi al virus Hiv-1 e Hiv-2. I Test di III generazione, comunemente usati nelle strutture pubbliche e private, rilevano la presenza di anticorpi almeno 3 settimane dopo il contatto a rischio. Tuttavia, poichè la formazione di anticorpi può essere successiva, il Ministero della Salute raccomanda di considerare il Test definitivo a 90 giorni.

Combo Test o Test di IV generazione: è un Test Elisa che, oltre a ricercare gli anticorpi, ricerca anche l’antigene P24, una proteina del virus Hiv-1 che compare già nelle fasi iniziali dell’infezione. Ormai è questo il test più usato nelle strutture pubbliche. Il Test di IV generazione è in grado di rilevare la presenza dell’antigene P24 molto precocemente (a 1-2 settimane dal contagio), tuttavia viene ritenuto definitivo a 40 giorni, in quanto si possono rilevare sia la P24 , sia gli anticorpi.

Test NAT (Nucleid Acid test): questi sono test molecolari che individuano la presenza del virus nel sangue mediante una metodica che si chiama PCR qualitativa. Essi forniscono risultati attendibili anche dopo pochi giorni dall’eventuale contagio, ma per il loro costo elevato non vengono impiegati abitualmente. Essi vengono riservati alla rilevazione del virus nel neonato nato da madre sieropositiva e nei donatori di sangue. Nei centri per i trapianti viene oggi usato un test, chiamato TRINAT, che rileva contemporaneamente Hiv, Hcv e Hbv. Sarà il medico del reparto di malattie infettive a stabilire se, sulla base del rischio corso, sia o meno il caso di eseguire tale Test che, peraltro, andrà sempre confermato con il Test Elisa e con il Test di conferma chiamato Western Blot (WB). Il WB ricerca le proteine specifiche di diversi componenti della struttura del virus.

Test rapido su sangue, chiamato anche Autotest: esiste in commercio un kit fai da te, acquistabile in farmacia, con il quale si può eseguire il Test su sangue mediante una piccola puntura sul dito. Esso rileva solo gli anticorpi ed è quindi attendibile a 90 giorni dal comportamento a rischio. Il vantaggio dell’autotest è la possibilità di eseguirlo da soli, nell’assoluta riservatezza; lo svantaggio è di non avere davanti un esperto a cui rivolgere le proprie domande e da cui ricevere immediatamente le informazioni corrette e necessarie, specialmente in caso di esito positivo. In quest’ultimo caso è importante non farsi prendere dal panico e non rimanere soli: bisogna rivolgersi a una struttura dove ripetere il test ed, eventualmente, iniziare il trattamento terapeutico. A questo proposito si possono ricevere informazioni utili e anche supporto psicologico chiamandoci: 06/4820999 oppure 06/4746031 oppure 02/33608680.

Test salivare: un Test rapido può essere eseguito anche su saliva. Questo test è stato comparato all’Elisa ed ha mostrato di essere un mezzo utile per la diagnosi fatta presso ospedali, ma anche in strutture a “bassa soglia” o su strada, dove può essere offerto e rapidamente eseguito. Ricerca gli anticorpi quindi è valido a 90 giorni dal comportamento a rischio. Questo Test “alternativo” al classico prelievo può contribuire alle strategie di prevenzione raggiungendo larghi strati di popolazione quando le procedure di screening sono di difficile applicazione.

Dove fare il test?

Ecco l’elenco completo, indicato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), dei Centri diagnostico-clinici pubblici dove si può eseguire il test:

> Centri diagnostico-clinici pubblici dove si può eseguire il test
link esterno al sito dell’Istituto Superiore di Sanità

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