Essere positivo


Anche con l’HIV, si può avere una vita pienamente soddisfacente: si può avere relazioni, lavorare, amare, fare sesso, avere figli.

La vita quotidiana

A volte, chi riceve una diagnosi di sieropositività può percepirsi come un pericolo per gli altri: capita che alcuni dopo la diagnosi abbiano paura ad avere i più banali contatti fisici con le persone che li circondano, come abbracci, baci o strette di mano, o che si sentano in imbarazzo a condividere con altri l’uso della toilette o di una piscina. Tutto questo non ha alcuna base scientifica: chi vive con l’HIV non può trasmetterlo a nessuno durante la quotidiana vita di relazione, lavorando con altri, andando a scuola, condividendo gli spazi comuni, nemmeno condividendo posate o bicchieri (naturalmente a meno che non ci si ferisca usandoli). Chi vive con l’HIV ha la stessa dignità di tutti gli altri; non c’è nessun motivo per cui si debba sentire marginalizzato o considerarsi pericoloso.

Dirlo o non dirlo

Le informazioni relative alla salute di una persona sono considerate “sensibili” in termini di tutela della privacy: chi vive con l’HIV, quindi, ha il diritto di decidere liberamente con chi parlare della propria condizione, finché non mette nessuno a rischio di trasmissione. Ad esempio, nessuno è obbligato a dirlo sul luogo di lavoro, a meno che la sua professione non lo metta in condizioni di potenzialmente trasmettere il virus a qualcun altro.

Può capitare di desiderare di fare sesso con una persona alla quale non ci sente pronti a dire “Io ho l’HIV”. Occorre essere consapevoli che la legge prevede che se una persona che sa di avere l’HIV ha un rapporto non protetto con qualcuno a cui non dice della propria condizione di sieropositività, rischia di essere incriminato per lesioni (nel caso in cui trasmetta l’infezione al partner) o di tentate lesioni (se la trasmissione dell’infezione non avviene). Per questo, ma anche e soprattutto per non mettere a rischio la salute di nessuno, se non si vuole comunicare alla persona con cui si sta per fare sesso il proprio stato e se questa non fa il primo passo per ricorrere all’uso del preservativo o per impiegare tutte gli altri accorgimenti, è bene che sia chi sa di avere l’HIV a suggerire questi comportamenti o a pretenderne l’uso se il/la partner dovesse rifiutarsi.

Sesso con HIV

Chi vive con l’HIV può avere una vita sessuale pienamente soddisfacente, l’unica “regola” è usare le precauzioni che impediscano la trasmissione dell’infezione. È anche molto importante che chi ha l’HIV effettui spesso controlli per altre malattie a trasmissione sessuale (gonorrea, sifilide, clamidia, ecc.), controlli che peraltro sono previsti regolarmente dalla prassi clinica per chi è in trattamento per l’infezione da HIV. Le malattie a trasmissione sessuale, infatti, rendono molto più probabile la trasmissione dell’infezione perché procurano delle micro-lesioni e infiammazioni che “richiamano” in quella sede una maggiore quantità di virus.

Studi svolti negli ultimi anni hanno anche dimostrato che le persone con HIV che seguono una efficace terapia antiretrovirale e riescono quindi ad abbattere la carica virale stabilmente hanno scarsissime probabilità di trasmettere l’infezione: questo risultato ha fatto sì che alcuni paesi (come la Svizzera o il Brasile) considerino sicuro che una persona con HIV e una sieronegativa che desiderino avere un figlio possono concepirlo naturalmente purché il partner sieropositivo abbia con carica virale non rilevabile da almeno sei mesi, sia sotto costante controllo medico e non abbia altre malattie a trasmissione sessuale.

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